dopo aver fracassato la faccia a un ultrasessantenne questi due pezzi di merda di 24 anni lo hanno pure denunciato e se non c’erano le telecamere capace che la facevano franca.
Voglio sul banco degli imputati anche i diretti superiori di queste due merdacce.
MILANO - Il gup di Milano ha condannato a tre anni e 10 mesi Federico Spallino e a tre anni e otto mesi Davide Sunseri, entrambi 24enni, i due poliziotti accusati di lesioni gravissime, falso e calunnia, per aver «fracassato» la faccia ad un anziano la notte tra il 20 e il 21 maggio scorso in viale Gorizia, zona Navigli, a Milano. Il pubblico ministero Tiziana Siciliano ha chiesto la condanna a quattro anni di carcere.
VIOLENZA OMICIDA - L’avvocato Fabio Anselmo, legale di parte civile, aveva parlato di «violenza omicida» e aveva sottolineato la differenza delle posizioni dei due indagati, ritenendo più grave quella di Davide Sunseri «perché ha colpito - ha spiegato l’avvocato - con un calcio sul volto con una forza inaudita», quando il 63enne sarebbe stato a terra esanime. La pena più grave è andata però a Spallino. «È arrivato il momento che riflettano, ed a lungo, perché come avvocato e come cittadino dico che sono un pericolo per se stessi e per gli altri», ha commentato il legale dopo la sentenza.
«DISPIACIUTI» - I due poliziotti in aula si erano detti «dispiaciuti»; in sostanza, i hanno detto di non essersi accorti di aver provocato quel danno e quando se ne sono resi conto hanno chiamato il 118 e la volante. La difesa degli imputati ha presentato un’offerta di 30 mila euro, che la parte civile ha accolto a titolo di acconto.
IL PESTAGGIO - Il gravissimo episodio è avvenuto il 21 maggio scorso, alle 3 del mattino, in viale Gorizia. Il 63enne, Luigi Vittorino Morneghini, che era insieme alla compagna di 50 anni, alterato dall’alcol, ha iniziato ad insultare i due agenti fuori servizio. Così ha scatenato la rabbia dei giovani: prima un «pugno», poi «un calcio in pieno volto di violenza inaudita» da parte dell’altro poliziotto. «Nel lieve sobbalzo del corpo - si legge nella richiesta di custodia cautelare del pm, che ha visionato le riprese delle telecamere di sorveglianza - sembra poter percepire il rumore delle ossa che si frantumano». L’uomo «esanime» è stato «trascinato» dall’altro lato della strada dove l’aggressione è proseguita. Dopo il pestaggio, i poliziotti stessi hanno chiamato il 118 e atteso l’arrivo dei soccorsi, dopo di che hanno sporto denuncia contro l’uomo. I due sono quindi anche accusati di falso e di calunnia, perché hanno incolpato l’uomo «di resistenza a pubblico ufficiale, pur nella consapevolezza della sua innocenza», stilando una denuncia a suo carico.
il corsera eh, mica autop
io (perché mi sento nettamente chiamato in causa) non ho tirato fuori un cazzo di nessuno, ho solamente usato qualche esempio per spiegare che ragionare per categorie è cosa alquanto stronza (IMHO).
Tipo che gli agenti di scorta a Falcone e Borsellino non erano miei parenti. Purtroppo.
Poi ognuno è libero di fare qual che vuole nella vita, d’altro canto ragionare per categorie è molto semplice: non sono io di certo deputato a far faticare nessuno coi distinguo. Analizzare i singoli casi? Ma sai quanto tempo? Quanto lavoro? Via! E’ faticoso!
La vita è breve, godiamocela grazie alla semplificazione! Gli sbirri sono merda, tutti i romeni sono ladri, tutti i preti sono pedofili, i terroni non fanno un cazzo da mattina a sera e gli italiani pensano solo al cibo, quelli di colore hanno il ritmo nel sangue… senza dimenticare che se un ragazzino è stato beccato a taccheggiare in un negozio non ha commesso un furto: E’ un ladro!
Delle volte mi chiedo perché io la faccia tutta questa fatica.
La realtà è iper-complessa: il modello più semplice per rappresentarla è una caotica rete esadimensionale. Ragionare pensando di poter descrivere la realtà usando categorie monodimensionali come bianco-nero, destra-sinistra, è come essere (con tutto il rispetto) un sordocieco col raffreddore a cui hanno amputato le mani che tenta di farsi un’immagine mentale del contesto che lo circonda usando la lingua per “assaggiare” l’aria. Farlo volontariamente è idiota.



