Però si potrebbero organizzare le Olimpiadi a Roma.
Ok, adesso che abbiamo tutti smesso di ridere ed urlare posso anche passare alla descrizione di quanto accaduto sabato: mi trovavo a Termini, che per chi non lo sapesse è ancora la stazione ferroviaria più importante di Roma, snodo principale per raggiungere i due aeroporti che servono la capitale e unico punto di collegamento tra le due linee della metro, la A e la B.
Da più di un anno il percorso per raggiungere le banchine della metro è quanto di più simile ad un cantiere, con teloni, deviazioni, cavi a vista. A parer mio basterebbe come pessimo biglietto da visita per il turista che dovesse trovarsi a passarvici.
Ad ogni modo tralasciando le condizioni dei cunicoli e dei vecchi vagoni ancora in servizio, mi son ritrovato con altre centinaia di persone ad attendere un convoglio della Metro B direzione Conca D’Oro.
Con lo scorrere del tempo sempre più persone andavano ammassandosi lungo la banchina. Ad un certo punto l’altoparlante con una voce femminile dice qualcosa tipo “Sghmvossh-ervizio”.
Silenzio.
Gente da ogni parte del mondo si guarda in faccia.
I romani in quanto tali capiscono subito che c’è qualcosa che non quadra ed iniziano ad uscire.
I turisti italiani e stranieri rimangono lì.
Dopo alcuni minuti riecco la voce “Per problemi la linea B della metro è fuori servizio, lasciare la stazione e servirsi degli autobus sostitutivi”.
Tutti quelli capaci di intendere la lingua di Dante inforcano l’uscita.
Gli stranieri rimangono in banchina. Alcuni seguono per istinto ed emulazione.
Sono passati venti minuti da quando ho raggiunto la stazione.
Fuori in Piazza dei Cinquecento è il caos: centinaia di turisti sciamano da una parte all’altra della piazza cercando il famigerato autobus sostitutivo.
Ecco, in quell’istante ho capito che i ninja non sono soltanto personaggi orientali maestri nel nascondersi. No. Oltre ai ninja ci sono i dipendenti dell’Atac.
In meno di cinque secondi dei sei uomini riconoscibili dalla camicia col logo dell’azienda dei trasporti della capitale, non se ne riesce più a vedere nessuno.
Se non sbaglio uno si è pure trasformato in un lampione.
Quello che sembrava dovesse essere l’autobus sostitutivo (dico sembrava perchè nessuno era in grado di dire dove andare/cosa fare a chi era stato dirottato in piazza dalla metropolitana) è stato preso d’assalto.
L’autista ha provato ad accenderlo per due lunghissimi minuti. Poi ha guardato un collega fuori dal finestrino e gli ha detto qualcosa che poteva suonare tipo “E’ rotto.”
A questo punto decido di tornare alla stazione della metro che però è deserta e vengo rimandato in piazza. Provo a chiedere all’uomo che mi rimbalza il numero dell’autobus sostitutivo “Una lettera e un numero” mi risponde.
Tagliando corto: nel caos più totale, senza indicazioni, diversi turisti italiani e stranieri si son trovati in piazza dei Cinquecento senza nessuno a cui chiedere, nel momento in cui il servizio di metropolitana era venuto meno.
Alla fine ho sentito un messaggio provenire dalla stazione “Si avvisa il personale di stazione di riaprire i cancelli: la situazione sta tornando lentamente alla normalità”
70 minuti della mia vita regalati al caos.
Sì, le Olimpiadi
*risate registrate di sottofondo*
pliis dont visit auar cauntri



